Nasce il 18 dicembre 1890 a Temse (Fiandra Orientale) ; il padre, fornaio, era un uomo semplice e onesto, la madre aveva una fede forte ed un'energia formidabile nel reggere la famiglia. Il 1 maggio 1916 diventa sacerdote e svolge intensa opera di apostolato con la parola, la penna, l'azione.Si consuma nella sofferenza fino alla morte avvenuta il 10 giugno 1924 a Moerzeke. D. Edoardo Poppe fu un grande devoto della Madonna, a 22 anni conobbe il Trattato di S.Luigi Grignion di Montfort sulla vera devozione a Maria ; la prima lettura lo deluse, incitato da un compagno di studi lo rilesse pregando e sorvolando sui punti che non erano di suo gusto. La Vergine ricompenso' la sua fedelta': a poco a poco egli rimase conquistato e determinato a seguire questo metodo e divenne presto un fervente seguace del Montfort. Esprimeva la sua devozione con molte pratiche; si narra che discorreva con Maria come con una persona, pronto a darle la precedenza entrando e uscendo da una porta e ad offrirle il posto, perche' sedesse accanto a lui. Le cantava il Magnificat, il Tota pulchra e altri inni.
Quando gli amici si riunivano nella sua camera, egli prendeva in mano i “Cantus Mariales”, ritirava il violino del compagno e gli porgeva il libro per cantare insieme. Sapeva a memoria tutti quei cantici. Si volgeva spesso verso la statuetta della Vergine esposta in permanenza tra due candele e non si stancava di ripetere i piu' soavi cantici, accompagnandoli con il violino. Il suo sguardo fisso sulla Vergine sembrava volesse giungere al Suo cuore immacolato e suscitava un'indelebile impressione a chi ne era testimone. Le sue lettere cominciavano con il saluto “Ave Maria”. Ornava ogni giorno di rose la statua dell'Immacolata in una piccola grotta di Lourdes e le faceva visita quotidianamente nelle cappelle. Nella preghiera, si univa a Maria e si lasciava guidare da Lei; in caso di dubbio nello svolgere qualche difficolta', Le chiedeva soccorso. Si obbligo' con voto di difenderla per tutta la vita e scriveva: “Potessi io, legato per sempre a Voi con questo vincolo d'amore, divenire l'apostolo della vostra mediazione e potesse la mia vita esserne come una proclamazione vivente”. Nelle giornate non si enumeravano le brevi e ferventi giaculatorie mariane che gli uscivano dalle labbra. Al suono dell'Angelus, sospendeva il lavoro e innalzava alla Madre di Dio la sua preghiera, la supplicava piu' volte al giorno con il Memorare attribuito a S.Bernardo. Prima di uscir di casa e soprattutto prima di mettersi in viaggio, implorava con maggior insistenza il soccorso di Maria, perche' l'accompagnasse e lo custodisse nel ritorno. Recitava anche le tre Ave Maria della sera. Mentre si preparava a celebrare la S.Messa, chiamava la Mamma del cielo e, desiderando che fosse, come coofferente, ai piedi della Croce vicino a Gesu' affermava: “Io le domando di aiutarmi e di tenere alta la patena insieme con me”.
Ai sacerdoti consigliava: “Siete senza aiuti? Ave Maria! Siete senza coraggio? Ave Maria! Siete senza consolazione? Ave Maria! Siete nella pena, nel pericolo? Ave Maria!>> Otteneva dalla Madonna quel che Le chiedeva. Lo confido' ad un amico, che gli domando' se le sue suppliche venivano esaudite: “A dire il vero, si'; ma succede che quando io Le chiedo una moneta di rame, Ella me ne da' una d'oro”. La sua tendenza abituale ad applicare la mediazione di Maria regolava tutta la sua vita: resto' unito a Maria, la chiamò in aiuto in ogni difficolta', contemplò Gesu'-Ostia coi suoi occhi e col suo cuore.<< Mentre guardo Maria scorgo Gesu' e non riesco a vedere Lei senza Lui, che resta il primo e l'unico nel culto mariano. Maria mi conduce nella sfera delle sue relazioni naturali con Gesu', nella visione della vita, dell'attivita', della divinita' del Figlio suo. Il suo influsso e' l'influsso di Gesu' >>. La sua devozione al Rosario presenta aspetti interessanti. La notte di Natale del 1910 era in servizio di guardia con un amico. Col fucile in spalla essi facevano i cento passi sulla neve lungo il muro di cinta. “E se festeggiassimo il Natale a modo nostro? - disse al compagno- Vogliamo dire il Rosario insieme ?” Ed ecco risuonare nella notte santa la preghiera alternata delle due sentinelle: sentinelle davanti al presepio del divino Infante. Al suono della mezzanotte il loro Gloria in excelsis rispondeva gioiosamente a quello degli angeli. Edoardo non avrebbe avuto mai piu' un Natale cosi' bello.
Ad un amico che lo invitava per una passeggiata, cedeva a patto, pero', che si parlasse della Madonna o che prima di uscire si eseguisse qualche cantico mariano con l'accompagnamento del violino. Durante la passeggiata poi l'amico doveva acconsentire a recitare un Rosario, perche' Edoardo aveva sempre pronta una ragione e una particolare intenzione per recitarlo. Recitava ogni giorno la corona o anche l'intero Rosario, nonostante la malattia e le pressanti occupazioni; l'infermiera attesta che, incominciata la decina non la interrompeva per nessun motivo e, se gli si rivolgeva la parola, indicava gentilmente quante Ave Maria gli rimanevano a finirla.